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Li apri e, sotto i tuoi occhi prendono vita, reagiscono al tocco, si animano, si muovono, creano forme fantastiche e tridimensionali. Ebook di ultima generazione? Niente affatto. Sono i cari, vecchi libri di carta, i cosiddetti pop-up, cioè i libri che ‘saltan su’.

Analogici, anzi artigianali, proprio in questi anni di trionfo del digitale stanno vivendo un momento di grande fortuna. Forse perché oggi più che mai è importante toccare con mano ciò che ci emoziona, lasciarci incantare dalla matericità e dagli effetti speciali che possono scaturire dalla semplice carta, se ritagliata e assemblata ad arte.

ESCHER VERSIONE POP
Il pop-up è il libro un po’ speciale che tutti abbiamo avuto da bambini, quello che si doveva sfogliare con molta attenzione, tirando delicatamente le linguette o aprendo lentamente le pagine. Ed è il libro che ancora da adulti ci incanta, non solo per gli effetti che riesce a creare ma anche per l’ingegnosità con cui è progettato e per la perizia con cui è costruito. Non è un caso se le tecniche del pop-up vengono utilizzate non solo nell’editoria per l’infanzia, o in quella didattica (per illustrare anatomie o architetture, per esempio), ma anche per creare meravigliosi oggetti-libro che mandano in sollucchero bibliofili di ogni età.

Un esempio tra i più recenti e spettacolari è la traduzione da parte di White Star del libro di pop-up creato dal designer Courtney Watson McCarthy dedicato all’opera di Escher: le sue geometrie impossibili, le sue grafiche enigmatiche diventano in queste pagine stupefacenti oggetti di carta che danno forma all’irreale e al paradosso.

Escher

INGEGNOSI INGEGNERI
McCarthy è solo uno degli artisti, attivi soprattutto in area anglosassone, veri e propri paper engineer che disegnano pop-up. Ma come si fa? Una volta che il testo del libro è stato definito ed è stata scelta la sequenza dei pop-up da inserire nelle pagine, entra in scena il paper engineer. Robert Sabuda, forse il più grande artista del settore, nel suo sito spiega come lavora.

CARTAMODELLO
Per la fase di progettazione, si utilizza un semplice cartoncino bianco, piuttosto spesso, poi colla ad acqua, forbici e matita. Si arriva così, con questi semplici strumenti, al prototipo grezzo con migliaia di pezzetti di carta accuratamente ritagliati e assemblati: è una fase lunghissima, si impiegano dai tre ai sei mesi per avere il prototipo definitivo e funzionante.

A questo punto il prototipo viene smontato e ogni singolo pezzo registrato: si ottiene una sorta di “cartamodello” con i singoli pezzi, che vengono quindi digitalizzati per ottenere i tracciati di fustella.

PRODURRE
In fase di produzione, il libro passa oltreoceano, generalmente in Cina, dove stampatori specializzati (aziende con almeno 500-1500 operai in grado di sfornare dai 10.000 ai 15.000 libri la settimana) stampano, fustellano, ritagliano e assemblano prima i singoli pop-up e quindi i pop-up al libro. Buona parte del lavoro è fatta manualmente e per questo il costo di produzione rimane alto, arrivando a coprire circa il 25% del prezzo finale.

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SAPERE TUTTO
Tecnicismi a parte, se volete davvero sapere tutto su questi libri, imperdibile è la guida (ovviamente, un libro pop-up) The elements of pop-up scritto (o meglio “costruito”) da un altro mostro sacro, David A. Carter, autore di capolavori del genere come 600 punti neri o …E un punto rosso.

Il mondo anglosassone domina senz’altro incontrastato nel regno dei pop-up: negli Stati Uniti, a Salt Lake City, esiste persino una Movable Book Society che nel 2000 alla Brooklyn Public Library ha organizzato una mostra dedicata ai pop-up: dal blog di Martha Stewart è possibile accedere a una visita virtuale. Giusto se ve la foste persa… E se l’inglese non fa per voi, questo sito livresanimes.com apre la porta al mondo francese di quelli che i cugini transalpini chiamano livres animés (libri animati).

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QUAL È IL SEGRETO?
Secondo Sabuda “Il bello dei pop-up è che non sono elettronici, non serve accenderli, caricarli, puoi goderteli quando vuoi, dove vuoi. E poi la gente ama la sorpresa, il non sapere cosa succederà girando la pagina. Noi lo chiamiamo il ‘momento wow’: quando apri un libro e dici: ‘wow!’, proprio come fanno i bambini. La cosa che sorprende la gente è l’effetto che ottengono sfogliando un libro, e il fatto che il potere di farlo succedere è lì, letteralmente nelle loro dita”.

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