La prima edizione de "Il Porto sepolto"

La prima edizione de “Il Porto sepolto”

Il primo libretto di poesie di Giuseppe Ungaretti (trentadue liriche) si intitola “Il Porto Sepolto” e viene stampato a Udine nel 1916 in soli ottanta esemplari con il finanziamento dell’amico Ettore Serra.

Nel 1919, un editore vero, Vallecchi di Firenze, pubblicherà “Allegria di Naufragi”, che, in diverse sezioni, riunirà poesie inedite, già apparse in rivista (specialmente su “Lacerba”), alcune liriche scritte in francese (già edite nel 1919 in Francia, con il titolo “La Guerre”) e le poesie de “Il Porto Sepolto”.

Nel 1923, a La Spezia, presso la Stamperia Apuana di Ettore Serra, uscirà in cinquecento esemplari e con la prefazione di Benito Mussolini una raccolta intitolata ancora “Il Porto Sepolto”, comprendente alcune poesie nuove e un’ampia scelta delle liriche già pubblicate in “Allegria di Naufragi”.

Giuseppe Ungaretti in divisa durante la guerra

Giuseppe Ungaretti in divisa durante la guerra

L’assetto definitivo della raccolta, sotto il nuovo e definitivo titolo “L’Allegria” verrà raggiunto con l’edizione del 1931 della Casa Editrice Preda di Milano. La novità strutturale consiste nella successione delle sezioni, ora disposte secondo un ordine cronologico progressivo. La raccolta comprende settantaquattro liriche, quasi tutte profondamente rielaborate dall’autore, instancabile nel lavoro di revisione dei suoi testi.

L’intervento variantistico continuerà nell’edizione del 1936, per la Casa Editrice Nuovissima di Roma, e in quella del 1942 per la Mondadori di Milano, con la quale si può considerare conclusa la complessa vicenda elaborativa dell’”Allegria”.

Quella del 1942 è la versione mantenuta in “Vita d’un uomo. 106 poesie 1914-1960”, alla quale ci atteniamo nella nostra ricerca sul primo nucleo de “Il Porto Sepolto”, tenendo conto di come Ungaretti abbia voluto modificare e correggere nel tempo i testi del giovane Fante-Poeta.

A proposito del titolo originario, è lo stesso poeta a illustrarne il valore complesso, referenziale e simbolico insieme:

“Verso i diciassette anni, forse più tardi, ho conosciuto due giovani ingegneri francesi, i fratelli Thuile, Jean e Henri Thuile…Abitavano fuori d’Alessandria, in mezzo al deserto, al Mex. Mi parlavano d’un porto, d’un porto sommerso, che doveva precedere l’epoca tolemaica, provando che Alessandria era un porto già prima d’Alessandro, che già prima d’Alessandro era una città. Non se ne sa nulla. Quella mia città si consuma e s’annienta d’attimo in attimo. Come faremo a sapere delle sue origini se non persiste più nulla nemmeno di quanto è successo un attimo fa? Non se ne sa nulla, non ne rimane altro segno che quel porto custodito in fondo al mare, unico documento tramandatoci d’ogni era d’Alessandria. Il titolo del primo libro deriva da quel porto.”

“Il porto sepolto è ciò che di segreto rimane in noi indecifrabile.”

Giuseppe Ungaretti

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Qui sopra la seconda edizione di Il porto sepolto di Ungaretti pubblicata nel 1923 presso la Stamperia apuana di Ettore Serra, comprendente poesie nuove oltre a quelle già presenti nella prima edizione del 1916. Volume in quarto, brossura editoriale con xilografia di Francesco Gamba, pp. 148. Edizione ornata da 5 xilografie e 15 fregi xilografati di Francesco Gamba, con presentazione di Benito Mussolini, stampata in 500 copie su carta a mano Magnani di Pescia.