Miniatore al lavoro

Miniatore al lavoro

Con il termine “miniatura” si indica l’illustrazione o decorazione di libri o documenti antichi eseguita a mano con mezzi pittorici.

La parola “miniatura” deriva da minium, termine latino per il cinabro, il colore rosso con cui in epoca romana si mettevano in rilievo le iniziali, i titoli, le rubriche e i segni di paragrafo. “Miniare” in origine significava perciò “scrivere con il colore rosso”, e rispondeva all’esigenza pratica di individuare facilmente i vari passaggi di un testo. Solo in seguito il significato di “miniatura” si estese ad indicare l’illustrazione e la decorazione del testo scritto.

Anche se sappiamo che gli antichi rotoli di papiro usati degli Egizi dovevano contenere immagini di vario tipo, la storia della miniatura cominciò con l’introduzione della pergamena, che avvenne tra il II e il IV secolo d. C. La pergamena altro non è che pelle di pecora o capra lavorata a lungo, e resa morbida e adatta a ricevere il colore. Il nuovo materiale poteva assorbire inchiostri colorati e tinte ad acquerello più facilmente del papiro, che era una fibra vegetale poco resistente.

Al IV e V secolo risalgono i più antichi codici miniati che conosciamo, come i celebri Virgilio Vaticano e Virgilio Romano, due raccolte di scritti virgiliani prodotte nei territori dell’Impero Romano, ed illustrati da vignette che, con stili diversi, danno vita alle storie raccontare in quei libri.

Magnifici codici miniati furono realizzati nei primi secoli del Medioevo nei monasteri, specie irlandesi ed inglesi, e per le corti. Infatti i libri più riccamente miniati venivano commissionati perlopiù dai re o dai nobili: è per questo che i codici più belli di questo periodo sono legati ai nomi dei grandi re del passato, come Carlo Magno e i suoi discendenti, o la dinastia degli Ottoni, che fecero produrre Bibbie e Vangeli, ma anche raccolte di testi classici, di rara bellezza.

Soprattutto per i primi secoli del Medioevo, i codici miniati sono testimonianze importanti, perché documentano un’arte che altrimenti sarebbe oggi perduta. Infatti, non si sono conservati pitture o affreschi di quell’epoca, se non in numero esiguo e in ogni caso molto rovinati. Grazie ai libri miniati di Carlo Magno, degli Ottoni, o dei monasteri attivi in quei secoli, possiamo ricostruire almeno in parte come doveva essere la pittura del tempo.

Le testimonianze diventano più numerose col passare dei secoli, e dall’XI secolo in poi il numero dei libri miniati giunti fino a noi aumenta in modo considerevole. Solo per citare alcuni tra i prodotti più memorabili, vanno ricordate le cosiddette “Bibbie Atlantiche”, chiamate così per il grande formato, di età romanica (1050-1150), e i preziosi libri liturgici e di preghiere prodotti in Francia tra Duecento e Trecento, che mostrano un raffinatissimo linguaggio gotico. Ma non solo: in questo periodo si diffusero nuovi testi profani, come i romanzi cavallereschi e i racconti del mito di Troia, che vennero trascritti in eleganti libri, miniati con scene di duelli e battaglie. E in Italia, dal secondo quarto del Trecento si produssero copie illustrate di uno dei poemi più rappresentativi della nostra cultura, la Divina Commedia.

Già nel corso del Quattrocento però, si cominciò a ricercare e sperimentare diversi sistemi per riprodurre le immagini in modo più meccanico e veloce. Nacque così la xilografia, un sistema di stampa con matrici di legno. Alla xilografia presto si aggiunsero altre tecniche di stampa, come la calcografia. E nel 1455, Gutenberg stampò la prima Bibbia realizzata con caratteri mobili, rivoluzionando così la storia del libro.

I primi libri a stampa vennero ancora illustrati a mano, da eccelsi miniatori rinascimentali che eseguirono alcuni fra gli esemplari più mirabili di codici miniati. Era il canto del cigno della miniatura: ben presto si preferì all’illustrazione condotta manualmente quella a stampa, più pratica e rapida.

La miniatura è così un’arte dai confini temporali ben precisi, che viene oggi studiata non solo dagli Storici della Miniatura, ma, poiché si tratta di una pratica artistica inscindibilmente legata ai libri e alla cultura del suo tempo, anche da tutti coloro che vogliono indagare e conoscere più a fondo la civiltà medievale.

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Risurrezione  miniatura da “Graduale”, di anonimo, sec. XV

Risurrezione
miniatura da “Graduale”, di anonimo, sec. XV